Whey Ketocomplex
Whey Ketocomplex
Whey Ketocomplex
CONFEZIONE DA 20 BUSTINE DA 25,806 GRAMMI
CONFEZIONE DA 10 BUSTINE DA 25.806 GRAMMI (DISPONIBILE DAL 15 MARZO 2025)
Ogni bustina contiene 25 grammi di proteine le proteine presenti all’interno del prodotto sono proteine del siero del latte, concentrate proteine del siero del latte, Idrolizzate proteine del siero del latte, isolate proteine dell’uovo, ovoalbumina
| Descrizione |
|---|
| PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE ISOLATE |
| PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE IDROLIZZATE |
| PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE CONCENTRATE |
| PROTEINE OVOALBUMINA |
| GLUTAMMINA |
| VITAMINA C |
| CARNITINA |
| INULINA |
| PROBIOTICI 10 CEPPI |
| VITAMINA B 6 PIRIDOSSINA |
Proteine del siero del latte?
Con questa affermazione stiamo parlando di un insieme di proteine che vengono estratte da ciò che resta della lavorazione dei formaggi.
Queste proteine, conosciute con il termine »Whey proteins (WP)», sono molto popolari nel campo dell’integrazione alimentare, grazie alle proprietà benefiche.
RICAPITOLANDO…
Le proteine del siero del latte
Tipologie:
All’interno del siero del latte, le proteine vengono separate dagli altri elementi attraverso numerosi passaggi, il cui numero può variare a seconda della concentrazione proteica che si vuole ottenere, nella polvere del prodotto finito. Maggiore sarà il numero dei passaggi e maggiore sarà la purezza della proteina finale. Il prodotto finale cambierà anche in virtù del metodo di lavorazione.
Proteine dell’uovo:
Le ovoalbumine rappresentano la tradizionale alternativa alle proteine del siero del latte. Il valore biologico e l’efficienza proteica sono infatti simili, così come gli altri indici di qualità proteica. Hanno un gusto leggermente salato. Rispetto alle fonti vegetali, le ovoalbumine godono di un profilo aminoacidico migliore, caratterizzato da un ottimo equilibrio tra i vari aminoacidi essenziali. I tempi di digestione delle proteine dell’uovo risultano intermedi tra le più veloci sieroproteine e le più lente caseine ne consegue un ottimo potere saziante.
Carnitina:
La L-Carnitina è un derivato aminoacidico, utilizzato oramai da diversi anni come integratore nutrizionale. In virtù del suo ruolo biologico, fondamentale nel:
– Facilitare l’ingresso degli acidi grassi a lunga catena all’interno dei mitocondri, dove vengono ossidati per produrre energia.
– Glutammina
– Interviene nella detossificazione da ammoniaca.
– Nell’attività cerebrale, dove svolge un’attività stimolante. La glutammina è in grado di penetrare la barriera emato-encefalica ed entrare nel cervello, dove viene convertita in glutammato, (tra i più importanti e diffusi neurotrasmettitori eccitatori del SNC). La glutammina è altresì precorritrice del GABA, (neurotrasmettitore che ha effetti inibitori sulla trasmissione nervosa).
VITAMINA B6:
La vitamina B6 interviene nelle reazioni di:
– transaminazione degli α-aminoacidi;
– decarbossilazione degli α-aminoacidi;
– deaminazione ossidativa delle amine;
– sintesi di molti neurotrasmettitori.
VITAMINA C:
La vitamina C intervine nelle reazioni di:
Biosintesi del collagene:
Attivazione dell’acido folico in acido tetraidrofolico (FH4), (forma biologicamente attiva);
– Assorbimento intestinale del ferro
– Riduzione degli ioni superossidi, dei radicali idrossilici, dell’acido ipocloroso e altri potenti ossidanti
Inulina:
E’ una fibra solubile, composta da lunghe catene di fruttosio.
Regolarizza la funzionalità intestinale, la sua capacità di elevare la percentuale di Bifidobacteria nella flora microbica intestinale, diminuendo contemporaneamente la densità di batteri nocivi.
Appartiene alla classe dei prebiotici, componenti alimentari non digeribili che stimolano la proliferazione di numerosi batteri benefici nel colon.
Molti integratori probiotici vengono potenziati con inulina proprio per migliorare la sopravvivenza dei fermenti lattici e fornire un substrato specifico alla flora batterica intestinale .
Dall’idrolisi enzimatica dell’inulina si ricavano i cosiddetti FOS (Frutto-Oligo-Saccaridi), sostanze prebiotiche con caratteristiche e attività analoghe.
In WHEY KETOCOMPLEX l’associazione probiotici (10 ceppi presenti) e inulina è presente e risulta essere molto efficace sia nel migliorare la digestione sia per migliorare l’assorbimento dei nutrienti sia per migliorare la funizionalità intestinale
Whey Ketocomplex - Duplice obiettivo
1. Riguarda il senso miglioramento del senso di sazietà nell’individuo anche nei primi giorni.
2. Riguarda l’efficacia del prodotto, merito della miscela di whey, che va da un’azione fast (idrolizzata) a un’azione intermedia di assorbimento legata alle isolate e alle concentrate e, per finire, un’azione mista tra fast e low delle ovoalbumine. La differenza di assorbimento delle varie proteine presenti in Whey Ketocomplex offre un enorme vantaggio di assimilazione e di utilizzo da parte dell’organismo, perché viene gradualmente sovraccaricato dal carico proteico, visto che ci sono tempi di assorbimento diversi tra le varie proteine utilizzate, consentendo così all’organismo di essere più efficiente nel metabolismo energetico.
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Il “Protocollo Whey Ketocomplex” è un metodo avanzato che si basa sui principi della dieta chetogenica per ottenere risultati rapidi e sicuri nella perdita di peso, mantenendo al contempo il tono muscolare e favorendo un equilibrio psico-fisico. Questo approccio innovativo si distingue per la gestione strategica dell’apporto proteico giornaliero e per l’utilizzo delle bustine Whey Ketocomplex, fondamentali per attivare e ottimizzare la chetosi.
Questo protocollo offre numerosi benefici, tra cui un’azione selettiva sulla massa grassa, una notevole riduzione della fame, il miglioramento della qualità ovocitaria e un sostanziale supporto per il benessere metabolico e cellulare.
Scopri tutti i dettagli del Protocollo Whey Ketocomplex cliccando sul pulsante per richiedere la password di accesso all’area riservata.
Alimenti Concessi
Gli alimenti della dieta chetogenica
Ecco a te una comoda lista di alcuni tra i più comuni alimenti chetogenici, suddivisi per categoria.Utilizzali per fare le variazioni che preferisci e seleziona da qui i tuoi spuntini.
- Grassi e condimenti- Avocado e olio di avocado
- Olio MCT
- Olio extravergine di oliva
- Olio di cocco
- Burro ghee
- Semi oleosi
- Burro di frutta
- Frutta a guscio
- Senape
- Maionese
- OliveAlimenti Concessi - Fonti proteiche- Vitello
- Maiale
- Selvaggina
- Agnello
- Manzo
- Pollo
- Uova
- Pesce e molluschi
- Frutti di mare
- Tofu
- TempehAlimenti Concessi - Verdura- Cavolini di Bruxelles
- Broccoli
- Cavolfiore
- Lattuga
- Asparagi
- Funghi
- Rucola
- Sedano
- Bietole
- Cetrioli
- Spinaci
- Zucchine
- Cavolo
- Ravanelli - Latticini e alternative vegetali- Latte di cocco
- Yogurt di latte di cocco
- Latte di mandorla senza zuccheri aggiunti
- Yogurt di capra intero
- Yogurt vaccino intero
- Formaggi stagionati
- Yogurt greco 10%
- Panna da cucina
- Formaggi a pasta molle
















Applicazioni
Per quali patologie viene utilizzata questa terapia?
- Epilessia
- Morbo di Alzheimer
- Morbo di Parkinson
- Sclerosi laterale amiotrofica
- Infertilità
- Obesità
- Diabete di tipo 2 insulino-resistenza ed in generale nella sindrome metabolica
- NAFLD (epato-steatosi non alcool correlata)
- Pazienti con indicazioni a rapido dimagrimento per co-morbilità severe
- Dolore e processi infiammatori in generale
- Trattamento di alcuni tra i tumori più invasivi
In conclusione, la dieta chetogenica è una vera terapia metabolica, che richiede un’attenta valutazione e selezione dei pazienti a cui viene sottoposta.
I pazienti selezionati o per patologie o per dimagrimento, se la seguono perfettamente secondo le linee dello specialista, riscontreranno tutti i benefici che tale protocollo apporta.
Controindicazioni
Controindicazioni
La dieta chetogenica è controindicata in una serie di condizioni patologiche particolari:
Gravidanza e allattamento
Insufficienza renale
Insufficienza epatica
Diabete di tipo I
Porfiria
Aritmie
Angina
Infarto miocardico recente
Insufficienza epatica
Gravidanza e allattamento
Insufficienza renale
Insufficienza epatica
Vero o Falso?
Vero o Falso?
È vero che passa la fame?
Si! Lo stato di chetosi determina un effetto anoressizzante ed euforizzante, migliorando la compliance del paziente che riesce a seguire la dieta più scrupolosamente e senza soffrire la fame. La presenza di un sufficiente apporto proteico e l'effetto dei corpi chetonici attenuano il senso di fame che non viene più avvertito dopo i primi 2-3 giorni.
Quanti kg si perdono a settimana?
La media di perdita di peso è pari 1-1,5 kg alla settimana (variabile in base al sesso, alla composizione corporea - metabolica e all'attività fisica).


Quali sono i possibili fastidi che si riscontrano durante tale dieta?
A breve termine, di solito transitori e ben gestibili:
- Cefalea (presente in circa un terzo dei pazienti, tende a scomparire spontaneamente entro 72 ore)
- Alitosi per acidosi (in molti casi necessità di spray orali o gomme da masticare rigorosamente senza fonti di glucidi)
- Nausea, vomito, diarrea, MRGE, disidratazione, inappetenza, rifiuto del cibo
- Letargia transitoria
- Ipoglicemia
Per quali patologie viene utilizzata questa terapia?
- Epilessia
- Diete bariatriche
- Morbo di Alzheimer
- Morbo di Parkinson Sclerosi laterale amiotrofica Infertilita
- Obesità
- Panniculopatia severa (edemi localizzati e cellulite)
- Diabete tipo 2 insulino
- Resistenza ed in generale nella sindrome Metabolica
- NAFLD (epato-steatosi non alcool correlata)
- Pazienti con indicazioni a rapido dimagrimento per co-morbilità severe Dolore e processi infiammatori in generale
- Trattamento di alcuni tra i tumori più invasivi
È vero che queste diete sono iperproteiche ed affaticano i reni?
Erroneamente questa dieta viene spesso associata come dieta perproteica, ma in realtà non lo è. Si tratta di una Dieta Oloproteica (olo- dal greco öloç, significa «interamente») quindi di una dieta che è costituita quasi interamente da proteine ma nella quantità giusta
La dieta è studiata in base al fabbisogno specifico del singolo paziente ed elaborata stabilendo un quantitativo proteico ben preciso affinché la dieta non sia né ipoproteica (poche proteine rispetto al fabbisogno individuale) che causerebbe deperimento muscolare né iperproteica (troppe proteine rispetto al fabbisogno individuale), che comporterebbe un dimagrimento più lento. La dieta sarà quindi di tipo normoproteica affinché sia efficace e sicura.

Che cos'è la chetosi
Che cos'è la chetosi?
La dieta VLCKD si basa su una drastica riduzione (NON eliminazione!) dei carboidrati e dei grassi allo scopo di generare e mantenere uno stato di chetosi.
Non esiste un solo tipo di dieta chetogenica, ma ne sono state elaborate diverse a seconda della condizione clinica da trattare;
queste tipologie dietetiche hanno tutte in comune la restrizione dei carboidrati tale da promuovere lo stato di chetosi.
Dieta Chetogenica? Si! Ma quando e quale?
La Dieta Chetogenica Classica e la Dieta VLCKD sono diverse?
Si, la dieta chetogenica classica presenta un’alta percentuale di grassi invece una dieta VLCKD ne contiene molto pochi, pari a 15-30 grammi circa totali.
Quando si è in chetosi l’organismo usera i grassi per produrre energia, provenienti in primis dall’alimentazione e poi dalle riserve di grasso accumulate nel corpo. Per tale motivo se la dieta chetogenica sarà con un quantitativo di grassi molto basso, permetterà all’organismo di bruciare direttamente le scorte di grasso accumulate dimagrando più velocemente.
| Dieta Chetogenica Classica | Dieta VLCKD | |
|---|---|---|
| Carboidrati | Ridotto contenuto (<30-50 g/die) |
Ridotto contenuto (<30-50 g/die) |
| Proteine | Normale contenuto (1.2-1.5 g/Kg/die) |
Normale contenuto (1.2-1.5 g/Kg/die) |
| Lipidi | Elevato contenuto (70-80% dell’introito calorico giornaliero) |
Ridotto contenuto (<15-30 g/die) |
VLCKD: Very Low-Calorie Ketogenic Diet
Meccanismi Biochimici
Definizioni e basi biochimiche
La dieta chetogenica è un regime dietetico in grado di indurre e mantenere uno stato di chetosi cioè una condizione metabolica in cui vengono utilizzati i corpi chetonici come fonte energetica.
I corpi chetonici sono tre acidi presenti nel sangue in quantità trascurabile.
Essi sono:
La condizione di chetosi quindi è un adattamento fisiologico dell’ organismo alle situazioni di digiuno come avviene durante il sonno notturno.
Questo ha reso possibile la sopravvivenza dell’uomo durante periodi di carestia e quindi di digiuno.
Normalmente a scopo energetico, si utilizzano carboidrati e grassi presenti sottoforma di deposito nel nostro organismo.
Esistono due ormoni presenti nel nostro organismo deputati a mantenere costanti i livelli di glicemia ematica :
- Insulina: diminuisce la glicemia permettendo l’ingresso del glucosio nelle cellule
- Glucagone: aumenta la glicemia mediante Gluconeogenesi epatica (formazione di glu cosio a partire dagli amminoacidi).
- Glucogenolisi: (liberazione del glucosio di riserva accumulato nei tessuti come glicogeno)


La deplezione del glicogeno epatico avviene entro 15-24 ore dopo che i carboidrati vengono rimossi dalla dieta.
Nei primi 3 giorni circa le richieste basali di glucosio rimangono elevate. I chetoni nei primi giorni vengono ossidati da parte dei tessuti extraepatici in particolare dal muscolo scheletrico a scopo energetico (chetolisi).
La produzione energetica cellulare avviene grazie alla metabolizzazione di glucosio e acidi grassi.
Durante la produzione energetica, gli acidi grassi vengono ridotti in CoA e fatti entrare nel ciclo di Krebs
Gli acidi grassi nel ciclo di Krebs si legano all’ossalacetato, subendo ulteriore ossidazione fino a liberare acqua e anidride carbonica.
Quando la produzione di acetilCoA, eccede la capacità di assorbimento dell’ossalacetato, avviene la formazione dei corpi chetonici.
Ogni corpo chetonico è formato da due molecole di acetilCoA.
I corpi chetonici possono esser ulteriormente ossidati oppure eliminati con le urine e con la ventilazione polmonare.

Se la produzione di corpi chetonici supera quella dello smaltimento, accumulandosi nel sangue danno luogo alla cosiddetta chetosi.
Attraverso quindi la chetosi, l’organismo riesce a smaltire le riserve di grasso a scopo energetico e quindi garantire un dimagrimento rapido, proprio per questo la dieta negli anni si è guadagnata l’appellativo di liposuzione alimentare.
Ma non solo, la dieta chetogenica è indicata nei casi di obesità e sovrappeso, mantenendo la tonicità dei tessuti, trovando il suo largo utilizzo in molteplici applicazioni cliniche.
Origini dieta chetogenica
Origini Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica è nata nel 1920 utilizzata dal Dr. Hugh Conklin, osteopata nel Wisconsin, praticando il digiuno intermittente per la cura dell’epilessia con la “cura dell’acqua”.
Ben presto il Dr Russel Wilder e il Dr Peterman della Mayo Clinic, per rendere più accettabile questo trattamento, al posto del digiuno, proposero una dieta ricca in grassi e povera di zuccheri, in grado di portare alla formazione di corpi chetonici, con risultati, sulle crisi epilettiche, simili a quelli ottenuti col digiuno totale.
I risultati furono:
– Aumento della vigilanza
– Miglioramento del comportamento
– Miglioramento del sonno
– Controllo crisi convulsive soprattutto nei bambini.
Nel 95% dei pazienti si evidenziavano miglioramenti nel controllo delle crisi convulsive e per il 60% non avevano avuto più crisi.
Nel 1976 G. Blackburn – Harvard University – definisce il primo protocollo di dieta proteica, convalidato nel 1993 dal Ministero della salute, USA
